Il Cotto’60 è il prosciutto che abbiamo dedicato alla grande salumeria italiana.

Il suo nome ci riporta al “boom economico” degli anni ’60, un periodo in cui non esistevano i supermercati, prosperavano gli “alimentari”, le salumerie e le botteghe sotto casa. I prosciutti cotti erano una novità, anzi all’inizio venivano erroneamente definiti i “Crudi venuti male”. Il cotto nella scatola di latta detta la forma dei primi stampi di alluminio. Per questo il Cotto’60 viene pensato nella sua forma originale di scatola appiattita, i salumieri più nostalgici se lo ricordano bene e non hanno potuto resistere al fascino del tempo antico.

Qualcun altro ha preferito una forma più moderna e noi lo abbiamo accontentato con “il bauletto”. Abbiamo poi voluto trattare questo prosciutto come si faceva una volta, cioè con la salagione in arteria. Questa tecnica ci permette di lasciare riposare il prodotto per più giorni donandogli una morbidezza inarrivabile. Un’altra novità rimarcabile, caso unico nel panorama italiano, è la TOTALE ASSENZA DI AROMI sia naturali che di sintesi: una garanzia unica di salubrità al prodotto. La legislazione italiana è infatti piuttosto vaga nel definire le sostanze che possono essere dichiarate aromi. Così, per essere chiari e per essere semplici, abbiamo sgombrato il campo da ogni equivoco. Il Cotto ’60 non contiene aromi ma solo infusione di spezie.

Totale assenza di aromi

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